Ogni inizio anno porta con sé una lista di buoni propositi. Alcuni restano intenzioni, altri diventano scelte concrete. Il 2026 può essere l’anno giusto per fare un passo in più: uscire dalla zona di comfort, allenare l’elasticità mentale e avere il coraggio di fare ciò che rimandiamo da troppo tempo.
Non è solo una questione personale. È una sfida che riguarda anche le comunità, le imprese e i territori.
Elasticità: la vera misura dell’intelligenza
«La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario.» – Albert Einstein
In un contesto economico e sociale che evolve rapidamente, l’elasticità non è un optional, ma una competenza chiave. Essere elastici significa adattarsi senza perdere la propria identità, rivedere abitudini consolidate, mettere in discussione processi che “hanno sempre funzionato”, ma che oggi non bastano più.
L’elasticità è la capacità di leggere il cambiamento non come una minaccia, ma come un’opportunità. È ciò che consente a un territorio di crescere, a un’impresa di innovare, a una comunità di diventare più resiliente.
La zona di comfort: un luogo sicuro, ma statico
La zona di comfort è rassicurante. È fatta di consuetudini, di scelte già testate, di decisioni rinviate perché “non è il momento giusto”. Ma restarci troppo a lungo ha un costo: quello dell’immobilismo.
Uscire dalla zona di comfort non significa fare salti nel vuoto, ma compiere passi consapevoli verso ciò che sappiamo essere necessario. Significa affrontare ciò che rimandiamo da tempo: una decisione strategica, un cambiamento organizzativo, l’adozione di un nuovo modello o di una nuova visione.
Il 2026 può essere l’anno del coraggio razionale: quello che nasce dalla consapevolezza, non dall’improvvisazione.
Il coraggio di iniziare, finalmente
Quante volte sappiamo cosa andrebbe fatto, ma rimandiamo? Spesso non per mancanza di idee, ma per timore del cambiamento.
Avere coraggio oggi significa:
- iniziare un percorso di innovazione anche se non è ancora perfetto;
- sperimentare nuovi modelli economici e sociali;
- investire nel valore del territorio e delle persone che lo abitano.
Il cambiamento non avviene tutto in una volta. Avviene quando si decide di iniziare.
Aprire la mente all’innovazione e alle nuove tecnologie
Innovazione e tecnologia non sono fine a sé stesse. Sono strumenti. Sta a noi decidere come usarli.
Aprire la mente all’innovazione significa adottare soluzioni che migliorano la qualità della vita, rendono i sistemi più equi, rafforzano l’economia locale e promuovono comportamenti virtuosi. Significa superare la logica del “si è sempre fatto così” per abbracciare modelli più sostenibili, efficienti e inclusivi.
Per Remunero, innovare vuol dire proprio questo: trasformare un obbligo in un’opportunità, una tassa in valore restituito al territorio, il cambiamento in un beneficio concreto per cittadini e imprese.
Un proposito per il 2026
Il vero buon proposito per il 2026 non è fare di più, ma fare meglio. Con più elasticità, meno paura di uscire dalla zona di comfort e maggiore apertura al cambiamento.
Perché il futuro non si aspetta: si costruisce, un passo alla volta.

